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SONO STATO L'ASSISTENTE DEL DOTTOR MENGELE
Miklós
NYISZLI
L’immensa gabbia di filo spinato percorso dall’alta
tensione, l’ineludibile frequentazione di giorno e di notte delle camere a
gas e dei crematori, l’abbrutimento dell’uomo raggiunto in forza dell’odio
piú lucidamente folle contro se stesso e, insieme, l’impressione di eterna
funzionalità della complessa fabbrica di morte piegano fino
all’inverosimile, ma non riescono a spezzarlo, il forte animo del medico
legale, l'ebreo-ungherese Miklós Nyiszli, “usato” dal "Kriminal-doctor", medico-malfattore, Joseph Mengele.
L’altrettanto folle speranza di venir fuori vivo da
quel mare di morte si rivela, però, una realtà per l’internato Miklós
Nyiszli, che, quando finalmente può lasciarsi dietro il laboratorio
dell’inferno nazista di Auschwitz-Birkenau e, dopo avere a lungo posato lo
sguardo sulle baracche e sul filo spinato a mo’ di addio al sacrario di
milioni di persone, lentissimamente fa ritorno nella sua casa. Dove
prepara il suo memoriale, che a noi posteri consegna come
monumento-ammonimento.
Lettura semplice, scorrevole, coinvolgente e
sconvolgente, che obbliga a riflettere sulla natura umana ed impone di
uscire dall’ipocrisia, dall’indifferenza e dalla superficialità, specie in tempi in cui velenose ondate di revisionismo e negazioismo della Shoah si diffondono con crescente frequenza principalmente nel mondo della rete. Per la
sua straordinaria valenza educativa il libro si propone al mondo della
scuola e alle giovani generazioni.
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